lunedì 25 aprile 2011

In un mondo triste

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L’albero che vorrei essere

Essere simile a un albero, pieno di forza e di ristoro per il viaggiatore stanco e perduto, è un’immagine bellissima. Ma non finisce qui la descrizione dell’albero a cui il re Davide assomiglia l’uomo beato.

Di quest’uomo (o donna) speciale Davide scrive, nel terzo versetto del primo salmo: “Egli sarà come un albero piantato…” Non sorprende che un albero così speciale sia stato piantato con cura.

Anche un albero selvatico può avere una certa bellezza e offrire ombra al viaggiatore, ma non è garantito che lo faccia. Un albero selvatico esiste senza alcun piano o cura; può essere deforme o sterile, o portare del frutto amaro.

Ma l’albero “piantato” è tutt’altra cosa. La piantina è stata scelta con cura dall’agricoltore, perché l’albero che egli pianta deve servire a qualcosa d’importante, deve realizzare il suo piano, deve portare gioia e soddisfazione a lui e deve offrire gratuitamente delle benedizioni ad altri, particolarmente a chi ne ha bisogno. È essenziale che sia sano e pieno di vita. Esso è di una specie particolare, conforme all’originale; è stato scelto con cura perché possa garantire che tutte le qualità utili, che quella specie di albero può offrire, saranno effettivamente realizzate.

Non soltanto il tipo di albero è stato scelto con cura, ma con altrettanta attenzione è stato scelto il luogo, il terreno, in cui è stato piantato. Il terreno è importante quanto la specie di piantina scelta, perché collaborano insieme per produrre il frutto. L’albero non può portare frutto senza il terreno, e il terreno non può portare frutto senza l’albero.

Questo albero “speciale” rappresenta in modo figurato l’uomo “beato” che l’autore sta descrivendo in questo salmo.

Tolto l’elemento figurato, cosa ci vuol dire questo “albero piantato”? Si tratta ovviamente dell’uomo “beato”. Egli è un tipo di persona che non cresce naturalmente in questo luogo, cioè nel mondo, che è la società che la Bibbia descrive costantemente come spiritualmente corrotta e sterile, da quando i suoi antenati si sono sottratti alla guida e alla cura del loro Creatore. Da quel momento, tutti gli uomini non mandano a effetto il piano che Dio aveva preparato per loro, che era vivere in contatto costante con il loro Fattore, portandogli gioia e aiutandosi reciprocamente in un universo di amore e di servizio altruista.

Non è vero che ti senti spesso triste e deluso dall’atteggiamento di altri verso di te? Non ti sembra che spesso si comportino più da nemici che da amici o, forse, più da estranei che da fratelli? È inutile negarlo: questo mondo deludente è proprio quello in cui viviamo.

Ma Dio sta prendendo uomini e donne, giovani e ragazzi, di ogni nazione e di ogni popolo, trasformando il loro cuore e la loro vita in “piante” nuove, e li sta “piantando” in ogni parte del mondo ed in ogni attività umana come alberi forti e belli, che possono testimoniare del suo amore e della sua cura.

Hai avuto la grande benedizione di conoscere alcune di queste persone? Hai avuto la grazia indescrivibile di essere diventato tu una di queste persone?

Per aiutarti a renderti conto della sua opera, Dio ha usato il re Davide, più di 3,000 anni fa, per descrivere la persona che Dio vuol fare di te, una persona “beata” che Egli usa per benedire altri. Meditando questo salmo, siamo sulla strada giusta per comprendere questo miracolo. Comincia oggi ad usare la meravigliosa possibilità che ti dona, di meditare le parole più belle mai scritte e di sottometterti alla Parola di Dio.
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