martedì 8 gennaio 2013

Era e sarà una grande festa



Anche tu sei certamente invitato!


Abbiamo celebrato, in questo periodo, l’amore di Dio, che Egli ha mostrato mandando suo Figlio sulla terra facendolo nascere come un bambino e per passare oltre trent'anni sulla terra, crescendo fino alla maturità come qualsiasi altro uomo. È vissuto in un paese povero e dominato dai Romani e, infine, è morto come qualsiasi uomo. Ma peggio ancora, è morto come un criminale. In più, in quel momento è stato separato dalla presenza di Dio stesso!


Ovviamente, la storia non è finita lì. Gesù è risorto per vivere e regnare eternamente, insieme con tutti quelli che lo hanno conosciuto e amato durante la loro vita terrena. Quale grande motivo per celebrare una festa!


Eravamo in 14, tutti insieme in casa di nostra figlia, Deborah, noi e 12 fra figli e nipoti. Che festa. Purtroppo, mancavano altri 10 membri della nostra famiglia, figli e nipoti, che vivono all’altro lato dell’Atlantico!


In quei giorni abbiamo ricordato un’altra festa, in una data a noi ancora sconosciuta, che sarà celebrata in casa di Gesù Cristo, quando potremo gioire pienamente della salvezza che Lui ci ha procurata. Allora ci lasceremo alle spalle ogni sofferenza, malattia, infelicità, imperfezione che ci hanno colpiti nel passato. Vivremo finalmente per lo scopo per cui siamo nati, ma che ci è ora impossibile sulla terra: vivere in comunione perfetta con il nostro Creatore in mezzo a una creazione bellissima, mai decaduta a motivo del peccato.


La certezza che ha espresso l’apostolo Paolo è anche nostra: “Assenti dal corpo, presenti col Signore!”.


Ancora oggi, molta gente ride della nostra fede “semplicistica” e “infantile”. Dice che viviamo di illusioni e di sogni irreali. Se ciò fosse vero, significherebbe che Gesù non è mai nato o che ha sofferto ed è morto invano. Purtroppo, questa gente non si rende conto della bestemmia che pronunzia. Nel Vangelo di Giovanni è scritto: “Chi non crede è già giudicato (condannato), perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio”.


Ma sono i non credenti quelli che vivono di una fede semplicistica e infantile, perché riescono a illudersi che l’incredulità, il peccato e la malvagità che hanno vissuto in questo mondo non saranno mai giudicati. Quanto ingiusto e privo di significato sarebbe un mondo in cui il male non fosse mai punito!


Durante i nostri giorni di festa in famiglia, non ci siamo rallegrati perché credevamo di essere migliori degli altri, più buoni o degni degli altri e più fortunati degli altri. No, sapevamo che abbiamo le stesse tentazioni degli altri, e che abbiamo peccato, fallito e sbagliato come gli altri e, forse, quanto o più degli altri.


Ma la Bibbia è un libro di speranza perché è un libro di grazia (l’illimitato favore di Dio), di perdono (la cancellazione totale di ogni colpa), di amore (non solo emozione, ma azione concreta a favore del peccatore). L’angelo che è apparso ai pastori nelle vicinanze di Betlemme, ha detto: “Io vi porto la buona notizia (il vangelo) di una grande gioia che tutto il popolo avrà… Oggi… è nato un Salvatore, che è Cristo, il Signore”.


La nostra festa in famiglia si è basata non solo sulle benedizioni che Dio ci ha date per la sua grazia, ma anche sulla gioia che la sua grazia sarà ricevuta per fede ancora da altre migliaia di peccatori, come noi, che riceveranno il perdono e la vita eterna.


E tu, come vedi, cosa credi riguardo al significato e al valore della nascita di Gesù?
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