mercoledì 20 ottobre 2010

I codardi della fede

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Una “debolezza” umana

A quale personaggio di spicco della Bibbia potremmo assegnare il premio di “Codardo della fede”? Chi si è distinto come uno che aveva paura di offendere i suoi fratelli in fede e così ha rinnegato una verità importante?

Certamente “codardo” non è un aggettivo che si può usare con leggerezza.

Il codardo è una persona che, per paura, si comporta in modo incoerente e disonerevole davanti ad un suo preciso dovere. Per esempio, sarebbe codardo un soldato che scappasse dal fronte della battaglia mentre i suoi compagni affrontano la morte.

Purtroppo, a molte persone manca il coraggio di dire o di fare ciò che è giusto, se temono che, facendo il proprio dovere, si metterebbero “in pericolo”. E non si tratta di solito di pericolo di morte, ma soltanto del pericolo di essere guardati male o di non ricevere il consenso delle persone presenti. In altre parole, non vuole essere considerato “diverso” dagli altri.

Il ragazzo credente non vuol farsi considerare un bacchettone da suoi compagni. La giovane credente non vuol essere presa per una suorina inibita dalle sue colleghe di lavoro. Perfino il membro di chiesa non vuol passare per esagerato e legalista dai suoi fratelli. E questi atteggiamenti possono rivelarsi come codardia.

Secondo l’episodio descritto dall’apostolo Paolo nella sua lettera ai Galati, nel Nuovo Testamento, potremo assegnare il titolo di “Codardo della fede” all’apostolo Pietro, che pure ha predicato un sermone molto coraggioso nel giorno di Pentecoste.

Ecco perché. Durante il suo ministero itinerante, Pietro visitò la Galazia, che era una regione dell’attuale Turchia, dove erano sorte diverse comunità cristiane. Mentre predicava in quella zona il Vangelo della salvezza unicamente per mezzo di Cristo, si comportava come uomo liberato dalle leggi e usanze religiose degli Ebrei riguardo al mangiare e al bere. E faceva bene a farlo. La fede in Cristo libera il credente dalle tradizioni e imposizioni delle religioni, perché l’osservanza di queste leggi non è più richiesta per ottenere la salvezza e vivere in comunione con Dio.

Comunque, quando arrivarono in Galazia da Gerusalemme alcuni credenti in Cristo, che erano Ebrei di nascita come Pietro, e si sottomettevano ancora a varie regole umane, Pietro vigliaccamente si mise a rifiutare di mangiare insieme con i credenti ex-pagani della Galazia, per far capire ai neo-arrivati che lui si sottometteva ancora alle leggi e alle tradizioni ebraiche come loro.

L’apostolo Paolo gli disse in faccia, davanti a tutti i credenti, ex-Ebrei e ex-pagani, che agiva con ipocrisia perché sapeva benissimo che i credenti in Cristo non erano più soggetti a quelle leggi, ma che cercava piuttosto solo di non farsi criticare e giudicare male dai neo-arrivati. Così facendo, Pietro dimostrava, erroneamente, ai credenti usciti dal paganesimo, che era giusto mantenere ancora una divisione fra credenti ebrei e pagani.

Paolo riprese Pietro perché, travisando la verità, nascondeva la grande rivelazione che in Cristo tutti i credenti in Lui sono liberi, salvati per grazia e non sono più sottoposti a regole e pratiche religiose per avere comunione con Dio.

Chi oggi nasconde la sua testimonianza personale di fede, o nasconde le verità meravigliose della Bibbia per non offendere qualcuno o non essere giudicato male, si candida come degno di ricevere il premio di codardi.
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