martedì 24 agosto 2010

Andiamo con gli amici

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Che spasso ci aspetta
“Veramente, dopo la morte preferisco andare all’inferno, perché penso che la maggioranza di miei amici sarà là.”

È una battuta che ho sentito e letto più di una volta, ma è possibile che qualcuno lo dica sul serio?

Direi di sì.

Ecco perché.

Molta gente preferisce la battuta ad una conversazione seria, che sia sull’aldilà, sulla salvezza dell’anima o sulla religione.

Molta gente professa di non credere all’inferno, perciò la battuta le serve per dimostrare scherzosamente ad altri la sua incredulità.

Molta gente crede, o professa di credere, che i concetti di peccato, punizione, cielo e inferno siano rimanenze dell’ignoranza di almeno un secolo fa, mentre loro si considerano liberati da quelle paure antiche.

Probabilmente, ci sarà qualcuno che crede, o quasi crede, all’aldilà, ma che pensa sul serio che i suoi amici più intelligenti e divertenti finiranno all’inferno e che, perciò, ci sarà da divertirsi anche dopo la morte fra gente così.

Bisognerebbe dire a questa gente che la loro posizione non è una dimostrazione di grande intelligenza o di un sottile senso di umorismo. È, piuttosto, da cretini.

Se si parla di ciò che succede dopo la morte, e se loro non sono ancora morti, che ne sanno dell’aldilà? Hanno, forse, degli amici che hanno fatto il biglietto di andata e ritorno? Qualcuno ha mandato loro delle foto dell’ambiente e della gente gaudente? Hanno, forse, guardato un video, o un documentario in TV, che ha dato loro una spiegazione dei divertimenti e passatempi che troveranno nell’aldilà?

Il fatto è che Gesù Cristo non è stato, e non è, uno sprovveduto e che ha parlato più volte dell’aldilà in termini spaventevoli. Le sue parole sono state raccolte e incluse nel Nuovo Testamento e non sono mai state smentite da nessuno che ne sapeva più di lui sull’aldilà. Egli ha parlato di pianto, di tenebre, di stridore di denti, che non sono segni di gioia o di divertimento.

Il quadro che la Bibbia fa della fine degli increduli, dei burloni e dei peccatori mai ravveduti è quella di un luogo in cui nessuna persona umana, sana di mente, vorrebbe mai trovarsi, neanche in visita. E tanto meno eternamente. Il buio parla di solitudine e isolamento, non di felici incontri fra amiconi, il pianto parla di tristezza, rabbia, rimorso e non di divertimento e allegria, il fuoco e lo stridore di denti parlano di sofferenza fisica così insopportabile che non si ha più la forza di pensare ad altro.

Non ci saranno delle persone che racconteranno barzellette per fare ridere tutti, che ricorderanno con piacere e soddisfazione i loro peccati, o che inventeranno nuovi divertimenti e feste per spassarsela.

Può anche darsi che gli amici migliori di molte persone finiranno all’inferno. Però, questo certamente non sarà motivo di gioia, ma piuttosto di dolore, non di risate, ma di lacrime, non di nottate divertenti, ma di secoli di sofferenze insopportabili.

Sei anche tu fra quelli che preferiscono non pensarci? O liberarsi del pensiero con una battuta?
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