martedì 13 gennaio 2009

Deepak Chopra sulla religione


La religione e la paura

Uno dei più grandi guru mondiali, Deepak Chopra, un medico indiano diventato cittadino americano, è considerato un’autorità sulle teorie di medicina alternativa, religioni orientali, e altri argomenti cari al New Age.

L’ho sentito qualche giorno fa, alla trasmissione “Larry King live”, su CNN, esprimere uno dei suoi pensieri fondamentali: “Io penso che la religione è fondata sulla paura della morte”. A me sembra un’opinione tutt’altro che intelligente, anzi piuttosto banale e non dimostrabile.

Mi domando perché mai l’uomo, in quanto animale evoluto (come si insegna nelle scuole, dalle primarie all’università), dovrebbe temere la morte? Non esiste alcuna prova che gli animali se ne preoccupino. Perché la morte dovrebbe fare paura all’uomo? Se, come molti scienziati occidentali affermano, non esiste nulla dopo la morte, averne paura è ridicolo.

O, forse, Chopra vuol dire che “le religioni” hanno inventato qualcosa per fare paura all’uomo, qualcosa che gli succederebbe dopo la morte, e su questa paura infondata hanno costruito il loro successo. Per quanto è vero che diverse religioni pretendono di potere dire cosa succede dopo la morte, e le loro caste sacerdotali professano di possedere il segreto di come andare a finire bene da morti, mi sembra impossibile che potrebbero riuscire a ingannare la maggior parte dell’umanità con fandonie, giocando sulla paura di ciò che non esisterebbe.

È vero, invece, che la maggior parte delle religioni giochino su una convinzione innata nell’uomo, che il bene ed il male esistono davvero e che, dopo la morte, si pagherà il male fatto in vita. Dire che le religioni sono basate sulla paura di una punizione per il male fatto (di cui tutti sono convinti dalla propria coscienza) si avvicina molto di più alla verità. La paura non è della morte in sé, ma del giusto giudizio che potrebbe colpirli dopo la morte.

In generale, mi pare che le religioni cerchino di insegnare all’uomo, anche a volte giocando la carta della paura, cosa fare mentre è in vita per evitare il giudizio e la punizione che lo aspettano dopo la morte. Siccome nessuno riesce a fare solo il bene, bisogna rimediare con buone opere e la sottomissione a riti, cerimonie, battesimi, sacrifici, rinunzie, pellegrinaggi, e quant’altro, sempre diversi secondo la religione in cui si nasce o che si sceglie.

Secondo me, la fede cristiana autentica, quella rivelata nella Bibbia, non gioca sulla paura della morte né propone la salvezza, la nuova nascita, principalmente come mezzo per scappare dalla giustizia di Dio.

Spiegherò di più la prossima volta. Nel frattempo, fammi sapere cosa pensi tu della dichiarazione di Chopra.

1 commento:

  1. Ho letto diversi libri e pubblicazioni di Chopra e come al solito trarre da una frase una conclusione di pensiero e realizzazione diventa per me limitato. Credo prima bissognerebbe comprendere a fondo il significato della morte nella visione religiosa che professa Chopra per comprendere il senso di questa frase (che a me veramente non risulta sia nel suo pensiero)per poter cosi confrontarlo con spirito costruttivo con la visione di chi considera la morte l' anticamera del giudizio finale, quando da quello che mi risulta per Chopra è semplicemente la porta di una nuova vita basata su l' indefettibili leggi di causa ed effetto e dove Dio non giudica ma lascia all' essere spirituale il libero arbitrio.. Grazie per questo stimolo. Trovato "non a caso". Pablo

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