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martedì 31 luglio 2012

La vittoria, o la sconfitta, della logica


La scienza mi confonde

È vero!  Molte persone “intelligenti e istruite” affermano:  tutte le religioni sono invenzioni umane e non possono offrire alcuna prova scientifica della loro veridicità.  Ma questa affermazione è una verità provata scientificamente?
Secondo loro, chi segue una religione e ci crede, in fondo, sta prendendo in giro se stesso.  Siccome gli uomini desiderano avere una protezione, in un mondo per loro spesso inspiegabile e pericoloso, dai tempi più antichi hanno inventato divinità, sacrifici, offerte, riti, frasi magiche, saggi e sacerdoti, tutto per rimuovere, con la scaramanzia, i pericoli normali della vita.
Le religioni che esistono ancora sono destinate per forza a scomparire, dicono anche.  Sono soltanto rimanenze inaccettabili dai tempi passati in cui non vi erano spiegazioni soddisfacenti per gli avvenimenti misteriosi e la gente ignorante e credulona ha accettato beatamente storie e spiegazioni prescientifiche.  Insomma, tutto ciò che non si poteva spiegare era frutto dell’opera di un dio o di un diavolo.
Prendiamo come esempio un’affermazione che quasi tutti gli scienziati considerano come un fatto provato.
IL MONDO E L’UNIVERSO SONO TUTTI VENUTI DAL NULLA.  Nel principio, una pallina (lo dico solo per spiegare l’inspiegabile) di energia piccolissima è esplosa con un tale potere da formare tutto l’universo.  Ma non c’è, anche, un principio scientifico che afferma che ogni effetto ha una causa? Qual era, allora, la causa, o l’origine, di quel puntino di energia? Cosa o chi l’ha formato? Non c’e un principio fondamentale nella scienza che nulla è creato e nulla è perso.  Quella PALLINA, o PUNTINO, di ENERGIA da dove sono venuti?
L’ESISTENZA DELL’UOMO È IL RISULTATO DI UN LUNGO PROCESSO DI EVOLUZIONE CHE È COMINCIATA DALLA FORMAZIONE DELLA PRIMA CELLULA VIVENTE.  Ma non c’è anche un principio scientifico che dimostra che la vita non può provenire spontaneamente dalla materia?  Chi o cosa ha permesso alla materia di formare un essere vivente?
Devo confessare che queste affermazioni non-scientifiche degli scienziati mi turbano.  Non vorrei affatto crederci come quei creduloni che credono in Dio.  Mi domando, come fanno, dopo avere studiato tanto, attenendosi alle prove scientifiche, a cadere così in basso? Offrono come base di tutta la loro teoria delle supposizioni, dei tentativi di capire ciò che è successo, ma lo fanno andando contro alle leggi scientifiche che essi professano di credere.
Se, per provare che tutto è venuto all’esistenza solo per caso, devono inventarsi delle teorie che vanno contro le loro stessi leggi, a me sembrerebbe molto più giusto, e anche logico e credibile, che dicessero: “Beh, andando tanto in dietro, dobbiamo ammettere che non sappiamo e non possiamo immaginare come è venuta all’esistenza quella pallina di energia che è diventata l’universoForse non sarebbe sbagliato, dovendo in ogni modo affermare qualcosa che non si può provare scientificamente, ammettere che potrebbe essere Dio che l’ha creata”.
Anzi, osservando e studiando i cieli, le stelle, i pianeti, le galassie che dimostrano un’incredibile diversità di realtà, che funzionano perfettamente nello spazio e nel tempo, potrebbe essere più scientificamente corretto dire:  “Davanti alle meraviglie che studiamo, non possiamo fare a meno, logicamente, di pensare che una grande Potenza pensante ed intelligente abbia operato con una potenza e con un’intelligenza che sono al di là delle nostre possibilità di ricerca o di immaginazione.  Non sarebbe per nulla da sempliciotti o da creduloni chiamare l’origine di questa potenza e di questa intelligenza Dio.  Dire che Dio abbia pianificato e creato l’universo potrebbe essere una conclusione estremamente logica. 
“Poi, se questo Dio fosse in grado di farsi conoscere, di entrare in contatto con l’uomo in qualche modo, per rispondere ad alcune nostre domande e per spiegarci tutto il ragionamento e tutto lo scopo che sta dietro a questa creazione, saremmo veramente soddisfatti.”
E proprio di questo che voglio scrivere la prossima volta.
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martedì 24 luglio 2012

La scienza non basta


Tanti credono ad occhi chiusi
Perché la verità è un prodotto così controverso?  La risposta è facilissima.
Ogni persona vorrebbe conoscere con certezza la verità su pochi argomenti.  Per il resto, preferisce la menzogna.  O preferisce la “verità” che gli fa comodo, anche se è falsa.
Ogni persona si augura che gli altri non sappiano mai la verità su di lui.
Ma la verità non è un segreto!
La verità non è accessibile solo a poche anime favorite.  O intelligentissime.
La vera verità è il concetto, l’idea o l’affermazione che corrisponde alla realtà.  È a disposizione degli uomini e delle donne, a tutti.
Dio ha dato ad Adamo e ai suoi discendenti delle capacità favolose di intuito, di logica, di ragionamento, che non sono, purtroppo, per nulla infallibili. Queste lo rendono capace di raggiungere la conosocenza di una gran parte della verità, per quanto riguarda le informazioni e la verità che si può osservare, misurare, confrontare e interpretare direttamente.
Le scienze della fisica, della matematica, della chimica, ed anche dell’ingenieria, della medicina, della biologia, della geologia e di tante altre discipline sono il frutto del dono di Dio all’uomo che Egli ha creato.  Dio ha dato all’uomo non solo il potere di conoscere, ma anche di usufruire di questi doni, per il bene suo e per il bene di tutti.
Ma gli scienziati fanno un grosso sbaglio, quando dichiarano che possono conoscere con i loro metodi scientifici tutto ciò che esiste e che, al di fuori delle loro materie, non c’è altro.  Al contrario, se non fossero spesso ubriacati dalla vastità e l’importanza dei loro studi e dei loro risultati, che sono veramente strabilianti, ma sempre dono di Dio, dovrebbero dire che vi possono essere molte altre verità in molti altri campi, che non sanno osservare o misurare.
E questa è la pura verità.  Le verità in campo spirituale sono così vaste, così sorprendenti, così importanti per l’esistenza dell’uomo, ora sulla terra, e per tutta la sua esistenza nell’eternità, che valgono la pena di tanto studio quanto quello dedicato alle materie scientifiche, se non di più.
La verità spirituale è accessibile all’uomo in un solo modo, che molti uomini già rifiutano in partenza.  Solo la rivelazione di questa verità, da parte dell’unico Essere che la conosce¸ e la sua accettazione per fede, permette all’uomo di vedere in modo corretto questo meraviglioso universo spirituale.
Esistono tante religioni, filosofie e pratiche religiose sbagliate e false proprio perché Dio ha messo nel cuore dell’uomo il bisogno di conoscere la verità spiritiuale, ma millioni di uomini hanno inventato o abbracciato le religioni false, frutto delle loro ricerche, o logiche o magiche, delle verità fondamentali della vita, che la scienza non rivela.
Ritenendosi illuminati riguardo alle verità spirituali, migliaia di maghi, santoni, profeti, visionari, sognatori hanno fondato le loro religioni, alcune adatte “all’intellighenzia”, altre all’uomo normale, altre ai semplici.  Alcune attirano professori di università, altre particolarmente gli analfabeti.
Le false religioni attirano e crescono perché l’uomo, tutti gli uomini, sanno che hanno bisogno di alcune certezze al di là di quelle materiali o scientifiche che la civiltà offre. 
Non è una ricerca primitiva o solo istintiva che spinge l’uomo, ogni uomo, a domandarsi prima o poi: chi sono?  Da dove sono venuto?  Qual è il significato della vita?  Dove vado?  Questi sono interrogativi che Dio gli mette nel cuore, e che l’uomo risolve in diversi modi. 
Alcuni dicono che sono quesiti insensati, a cui non esistono risposte oltre a quelle della scienza. Molti dicono, ovviamente, che è la loro religione quella che provvede le risposte migliori e giuste. Però, chi ragiona vede le differenze abissali fra una religione e le altre e non può fare altro che pensare che tutti sono illusi, o meglio autoillusi, perché tutte le religioni non possono essere vere.  Per migliaia di persone intelligenti, sembra meglio affrontare la vita e la morte senza nessuna religione, anziché riempirsi di speranze false.
Allora, bisogna convincersi per forza che una religione, qualsiasi religione, sia meglio di nulla?  O che non esiste altro modo per conoscere la verità vera se non per mezzo di una fede cieca in teorie incredibili?
Bisogna per forza mettere da parte la ragione e l’intelligenza per credere?
In una parola, la risposta è “No!”  Ti dirò perché.

martedì 17 luglio 2012

Tutti hanno “la loro” verità


Non può essere vero!

Molte persone dicono che è difficile scoprire la verità.  Ne hanno provate tante e ci hanno rinunziato.

Molte altre dicono che è facile conoscere la verità perché è stata loro insegnata da bambini.

Altre dicono che è impossibile sapere la verità perché nessuno la sa.
Esistono delle regole per aiutarti a scoprire e riconoscere qual sia la verità?

Regola numero uno: Non credere a tutti! 
 
Regola numero due: Non credere che non devi credere mai a nessuno.
 
Regola numero tre: Non credere che tu, mettendo a confronto tutte le religioni, riuscirai a scegliere
fra tutte qual è quella che dice la verità.  Ci vorrebbero tre vite per studiarle tutte.
 
Regola numero quattro: Non credere che la religione della maggioranza debba essere per forza la migliore. Sono quasi tutte partite come insignificanti minoranze.  Non si tratta di un sondaggio o di una gara.
Non credere che la tua intelligenza o la tua logica saranno la chiave per riconoscere la verità.  Non credere neanche che l’intelligenza e la logica non contino.
Non credere che i tuoi sentimenti o le tue emozioni possano essere la tua guida infallibile.  Probabilmente ti hanno già fatto fare delle scelte sbagliate più di una volta.

Allora non potrai mai conoscere la verità? Il problema è senza soluzione?  Bisogna rinunziarci?  O bisogna aspettare una visione o altro miracolo per aprirti gli occhi e la strada alla verità?

Nel suo vangelo l’apostolo Giovanni ha scritto: “E la Parola [Gesù Cristo] è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di VERITÀ;la grazia e la VERITÀ sono venute per mezzo di Gesù Cristo.”

Gesù ha promesso ad alcuni uomini che lo ascoltavano: “Conoscerete la VERITÀ e la VERITÀ vi farà liberi".

Gesù voleva dire, forse, che prima di Lui, o senza di Lui, nessuno poteva conoscere la vera verità?  In un certo senso, sì.  Senza di Lui, l’umanità conosceva soltanto quel tipo di verità che noi conosciamo: una verità limitata e convenzionale.  “Il mare è blu!”“Il cielo è blu!”  Sono davvero blu l’acqua del mare o l’aria che è sopra la terra?  Se li metti in una bottiglia, non sono blu, ma senza colore.  Molte delle “verità” che noi crediamo “verità” sono soltanto delle convinzioni, largamente condivise.

Questo è uno dei motivi per cui si dice spesso che “Ognuno ha la sua verità!”. La sua “verità”, infatti, è soltanto ciò che egli pensa, e preferisce credere, sia la “verità”.  Forse tu ed io crediamo che un’altra cosa sia vera.  Così avveniva in tutto il mondo, quando Gesù è nato, e così fanno più o meno tutti oggi.

Ed ecco la grande differenza fra una verità ed un’altra, fra la “nostra” verità e la verità di Gesù.

Gesù ha portato sulla terra la conoscenza della vera verità!  La verità che l’uomo non poteva conoscere da solo, a cui non poteva arrivare con le sue osservazioni né con la sua intelligenza.  Se tu non conosci questa verità, vivi nell’illusione e nella mezza verità, se non nell’errore completo.  Se i tuoi amici, i tuoi insegnanti e le tue autorità non conoscono questa verità, possono fare del male e possono credere delle assurdità, mentre sono convinti di stare seguendo la verità vera.

È proprio per questo motivo che Gesù ha detto che chi avrebbe imparato da Lui quale sia la vera verità, e chi avrebbe seguito questa verità, sarebbe stato veramente libero. Libero dalla superstizione, libero dalle teorie e inganni della gente che inventa una sua propria verità per potere controllare e approfittarsi di altra gente.

Ma la verità non vale niente se tu non l’accetti con tutto il cuore e se non costruisci la tua vita su di essa.  E questo si può fare oggi, in questo stato, in questo mondo. Ma, non è facile.  Costa.  Costa tanto.
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lunedì 18 giugno 2012

Un uomo l’ha previsto e predetto


È una scelta per cui non basta l’intelligenza

La verità esiste!  La si può conoscere.  Ma non si può pesare, misurare o dipingere.  La vera verità non è solo quella che gli scienziati misurano con i loro telescopi o con i loro microscopi.

Esisteva, parecchi anni fa, nel Medio Oriente, un uomo vero, che si poteva misurare e pesare, di nome Gesù, conosciuto come figlio di Giuseppe.  È nato in una certa città, in una data precisa, da una donna con parenti e familiari.

Quell’uomo era interessato al concetto dell’esistenza della verità come mai nessun altro. Egli sapeva che tutto ciò che l’uomo pensa e crede può essere o vero o falso e la differenza fra queste due qualità è di importanza assoluta. Tutti i fatti che lo interessavano riguardavano le questioni più importanti della vita umana, non solo della sua vita, ma della vita di ogni uomo che sia mai esistito.

Quest’uomo disse: “per questo sono venuto nel mondo: per testimoniare della verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce" (Vangelo di Giovanni 18:37).

Infatti, come scrissi nel mio ultimo post, vi sono delle verità che non riguardano solo la materia e che la scienza non può investigare né per dimostrarle né per negarle.  E queste verità sono più importanti di qualsiasi altra, perché riguardano la vita e la morte, il presente e il futuro.

Queste sono delle verità che ogni uomo vuol conoscere, ma esiste una sola possibilità per conoscerle.  Bisogna che chi le conosce le rivela.  Solo un essere con una conoscenza che va oltre il tempo e conosce anche il futuro potrebbe rivelare le verità del futuro.

E Gesù ha detto precisamente che Egli era “venuto nel mondo” (nato come un bambino) per condividere l’esistenza umana con noi, parlare una lingua umana e spiegarci ciò che Egli già conosce.  È venuto “per testimoniare della verità” a noi che, altrimenti, non l’avremmo mai potuto conoscere.

È vero: alcuni hanno creduto alla sua rivelazione, altri no.  Ma attenzione!  Il fatto che qualcuno non ci crede non è affatto una prova che la rivelazione sia falsa!  Si tratta soltanto del fatto che quel tale, o che migliaia di tali, non ci credono alla verità, anche quando hanno un testimone verace che la spiega.

Gesù aveva già previsto e spiegato anche questo, dicendo in effetti: “Chi è preparato a conoscere la verità, la crederà, chi non è disposto a crederla, dirà che è falsa”. In altre parole, non è che chi non ci crede può rendere falso ciò che è vero; egli rivela soltanto chi è lui.

Ma, il problema del falso e del vero va ancora più in profondità.  Gesù rivela che si tratta di una differenza che divide tutto l’universo in due campi, e il popolo in due categorie.  Nel Vangelo di Giovanni, l’evangelista cita le parole di Gesù: “Egli (il diavolo) non si è attenuto alla verità, perché non c'è verità in lui. Quando dice il falso, parla di quel che è suo perché è bugiardo e padre della menzogna.

“A me, perché io dico la verità, voi non credete. Chi di voi mi convince di peccato? Se dico la verità, perché non mi credete?”  (Vangelo di Giovanni 8:44).

La “vera verità” è quella di cui Gesù ha fatto testimonianza.  Anche se questa verità tratta in parte degli uomini, non si limita al loro aspetto fisico o materiale, ma al fatto che sono esseri che hanno anche un lato, o una realtà, spirituale che li fa agire come agiscono e credere o non credere alla verità di Dio.    

Ciò che fa la differenza più grande e più importante fra gli uomini consiste proprio in ciò che essi considerano vero o falso.  Si tratta, cioè, di questo: credono nella verità che Gesù e gli profeti citati nella Bibbia hanno detto o credono in una fra le innumerevoli teorie umane che tentano di spiegare l’esistenza del mondo e il destino dell’uomo, senza tenere conto della rivelazione di Dio al riguardo?

La scelta che determina il bene finale dell’uomo è questa: credere alle parole di Dio o respingerle?  Se una persona è veramente intelligente, come cambierà questo fatto la sua scelta?
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mercoledì 13 giugno 2012

Se non lo peso, non c’è!


Si cercano un “dio” a loro misura

I filosofi hanno ragione: non è possibile dimostrare con la scienza la verità assoluta di molti fatti creduti generalmente.  Per questo motivo è possibile o probabile che molte persone credano in buona fede a ciò che è falso. 

Questo fatto permette agli atei, agli agnostici e alla gente a cui piace dimostrare la propria intelligenza, per mezzo delle cose che negano, prendere in giro, considerare credulone o attaccare chi non è d’accordo con loro.

Ma, sarà vero, sarà possibile che la prova scientifica sia l’unico modo per arrivare a conoscere la verità?  Esiste, per esempio, un metodo scientifico per provare che esista l’amore?  È vero che ci vorrebbe una prova scientifica per tutto ciò che crediamo e su cui basiamo anche la nostra vita quotidiana, o le nostre prospettive future?  No, la scienza è limitata e può descrivere soltanto le cose che si possono pesare, misurare o vedere.

L’amore si può pesare?  Si può misurare con un metro la stupidità?  Si può vedere e descrivere l’Iddio della Bibbia?  Anche un bambino conosce la risposta a queste domande.

Ci sono delle realtà sentimentali che non si misurano con la scienza.  Ci sono qualità umane che non si pesano con la bilancia. Ci sono delle realtà spirituali che è impossibile valutare con una calcolatrice.

Sono gli scienziati, uelli quelche credono solo nella materia, quelli che vorrebbero negare l’esistenza di ciò che non si adatta ai loro criteri.  Ma non possono assolutamente negare che non esista ciò che non fa parte dei loro campi di studio.

Un “dio” di pietra si può pesare.  Un “dio” di fantasia di può dipingere.

Ma se esiste un Dio che ha creato l’universo, come si farà a decidere quanti metri è alto, lungo o profondo?  Dove comincia e dove finisce? Sia come misura nello spazio, sia come misura nel tempo?

Infatti, nessuno con una mente sana può rispondere a queste domande! Se esiste, come la Bibbia afferma, un Dio che ha creato i mondi e perfino la materia, come lo si potrebbe limitare con una definizione materiale? Se esiste un Dio che è fuori del tempo, come lo si potrebbe descrivere dicendo che ha tanti, o pochi, anni?

L’Iddio della Bibbia è un Dio così diverso da noi, in ogni aspetto, che ci sarebbe un solo modo per conoscerlo.  Egli dovrebbe rivelarsi a noi nei termini e modi che si adattano alla sua natura, usando, allo stesso tempo, parole e concetti che a noi siano comprensibili.  Ed è esattamente questo che la Bibbia afferma. 

Nella lettera nel Nuovo Testamento, scritta agli Ebrei, l’autore spiega questo fatto meraviglioso in maniera semplice e convincente:

“Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato i mondi.  Egli, che è splendore della sua gloria e impronta della sua essenza, e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver fatto la purificazione dei peccati, si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi” (Lettera agli Ebrei 1:1-3).

L’Iddio dell’universo non ha avuto nessun problema a rivelare alcuni suoi pensieri a degli uomini, che ha scelti, usando parole nella loro propria lingua.  E, poi, si è rivelato più perfettamente con una forma umana, che gli uomini hanno potuto conoscere, osservare e ascoltare.

Quanto sono limitati e ridicoli gli uomini che rifiutano di credere in Dio solo perché non si fa pesare o misurare da loro!
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martedì 5 giugno 2012

Ma, almeno, dimostramelo!


La verità che non c’è

Se la parola “verità” non è uno specchietto per le allodole, da qualche parte ci dev’essere qualcosa di “vero”.  Il fatto che tanti uomini abbiano cercato affannosamente la “verità”, contraddicendosi a vicenda e arrivando alle più assurde conclusioni, non è una prova che la verità, quella con la V maiuscola, non esista!

Potremmo quasi dire che questa sia proprio una prova, fra altre, che la verità esiste davvero.  No, non è la prova finale e assoluta, ma se non vuoi arrivare alla conclusione che tutti gli uomini, mai vissuti fino a oggi, siano stati contagiati da una malattia che travisava la realtà in cui vivevano, allora il mero fatto, nudo e crudo, che credevano che la verità dovesse esistere e che fosse umanamente possibile trovarla, è di immenso valore.

D’altra parte, è un fatto incontrovertibile e assolutamente vero che tu non puoi provare logicamente che la verità NON esiste!  Visto?  Ho così dimostrato che una verità assoluta (vedi la frase precedente) esiste!  Né tu né mille professori di filosofia o di logica dimostrerete mai che la ricerca della verità sia una perdita di tempo!

Infatti, malgrado tutta la pubblicità becera e arrogante che i cosiddetti atei stanno producendo contro l’esistenza di Dio, si potrebbe fare loro una domanda molto logica al riguardo:  perché mai migliaia di uomini spendono milioni di euro per proclamare che Dio non esiste se… non esiste?  Non stanno sprecando il loro fiato e i loro soldi?  Non farebbero meglio, se Dio non esiste davvero, a lasciar perdere le loro campagne di pubblicità e lasciare Dio, dato che non esiste, almeno non esistere… in pace?

Il fatto buffo è proprio questo: sanno perfettamente che non possono provare che Dio non esiste.  E sapendo che non lo possono provare, sperano di convincere la gente, ignorante o istruita che sia, con campagne e con la propaganda che proclama le loro teorie come se fossero verità! Povero mondo, povera gente, e poveri atei, che si danno tanto da fare per dimostrare ciò che non potranno mai dimostrare e che nessun altro ha mai potuto dimostrare.
D’altra parte, cari intelligenti lettori miei, che male c’è ad ammettere che crediamo che Dio esista?  

OK, è vero, non crediamo a motivo delle inesistenti prove degli autonominati supercervelli, ma per fede!  Che scoperta! 

Non è una confessione abbietta.  Tutti i veri credenti lo hanno detto da sempre, gli Apostoli Paolo, Giovanni, Pietro, e Gesù stesso lo hanno affermato: ci avviciniamo a Dio solo per mezzo della fede.  Non a motivo di “prove” né a motivo di “antiprove”.

Non vi sembra che gli atei abbiano scoperto l’acqua calda e che stiano bruciando le loro menti (si può quasi vedere il fumo, che, ovviamente “non esiste”) nello sforzo di provare che Dio non esiste? Perché non si consacrano a qualche impegno più intelligente e valido, dimostrando con prove assolute, per esempio, che i poveri non esistono?  (Dopo tutto, Gesù ha detto che esisteranno sempre! E avrebbero una bella vittoria se potessero dimostrare che ha sbagliato.) O perché non provare che l’amore non esiste? Dopo tutto, nessuno l’ha visto.  O, ciliegina sulla torta, perché non provare che la stupidaggine non esiste?  Almeno questo lo potrebbero dimostrare in modo assoluto, come verità assoluta? Ovviamente, non potrebbe esistere come una verità assoluta, perché la verità assoluta “non esiste”!

No, la realtà è questa: chi dice che Dio non esiste, e crede (per fede!) di poterlo provare, è uno stolto.

Chi crede che Dio esiste, che lo possa provare o no, è, per forza, un savio.

Chi sa, se la prossima volta, non lo potremmo dimostrare?
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martedì 29 maggio 2012

Il Procuratore era, forse, confuso


E lo ero anch’io

Ti è mai successo di non sapere esattamente come rispondere alla domanda di un amico, perché non ricordi con precisione cosa gli hai detto sullo stesso argomento l’ultima volta?

In altre parole, non ricordi la bugia che gli hai detto!  Succede spesso, anche alla gente che si crede onesta. Perché tutti dicono delle piccole bugie “bianche” quando non vogliono offendere.  Ma come puoi ricordarle tutte, per non essere scoperto?  Bella domanda.

Ricordi la domanda sincera e profonda che Pilato, il Procuratore romano, investito di poteri militari, fece a Gesù durante il suo processo?  Oppure era, forse, una domanda beffarda e cinica? Probabilmente, nella sua carriera, aveva sentito tante di quelle “verità” dai suoi superiori romani, dagli Ebrei, dai criminali che doveva condannare, che si era convinto che era impossibile capire dove stesse la verità, o sapere quando qualcuno gli stava mentendo.   D’altra parte, forse, un po’ filosoficamente, era arrivato a pensare che la verità fosse soltanto una parola. Un po’ come i pupazzi dei pupari che ognuno vestiva come gli pareva o gli conveniva.

Comunque, la domanda era grande e vecchia come il mondo: “CHE COSA È VERITÀ?”

Come rispondi tu a questa domanda?  Con una battuta per evitare di rispondere?  Con un “Me lo domando pure io.”  “Chi lo può dire?” “Non lo so, ma vorrei saperlo.” “Forse nessuno lo sa.”

Le possibili risposte sono centinaia.  Le teorie, le religioni, le filosofie, le opinioni sono, forse, migliaia.

Ricordo quando, all’università, mi sono iscritto a un corso di filosofia, di cui non sapevo proprio nulla.  Più andavo avanti e più mi meravigliavo delle ricerche di tanti uomini molto intelligenti, delle domande che si ponevano, delle risposte complicate e estremamente logiche che, alla fine, proponevano.  Era come trovarmi immerso in un mondo nuovo.  Non potevo fare a meno di ammirare chi lottava con domande e problemi così immensi.

E non potevo fare a meno di domandarmi se ciò che io credevo vero lo fosse davvero.  Riconoscevo che, alla mia fede piuttosto infantile, ricevuta e accettata in eredità dai miei genitori, avevo pensato poco.  Potevano aver sbagliato loro?  Stavo credendo forse a una serie di bugie e di leggende invece che alla verità?  Erano domande cocenti e confusionarie, che, alla fine, mi provocavano dei dubbi mai affrontati prima.

Anch’io mi domandavo: “Che cosa è verità?”. Sei mai arrivato a questo punto?

Questo non è affatto il primo passo verso la perdita della fede, se una fede vera ce l’hai.  Infatti, se sei una persona seria, ti porterà alla scoperta di una dimensione più profonda, più adulta, della tua fede (lo ripeto: sempre ammesso e non concesso che la tua fede sia la vera verità).  Se no, potrà essere uno stimolo a cercare una fede concreta, sicura, che non ti lascia nel dubbio.

Seguendo il mio corso di filosofia, sono arrivato ad una scoperta che neanche il professore aveva fatto notare.  Per quanto i filosofi avessero lavorato tutta la loro vita per fissare le basi e le forme della verità, arrivando anche, a volte, a fare molti discepoli, non finivano mai bene. O prima o dopo la loro morte, arrivava un nuovo filosofo che, dopo anni di travaglio, studi, ricerche e confronti, formulava e diffondeva una nuova filosofia, che scopriva e andava oltre gli errori dei filosofi che lo avevano preceduto. Finalmente, la mente umana aveva scoperto la verità!

E, poi, dopo dieci, venti, cinquant’anni, accadeva, a questa sua filosofia, ciò che era successo a quella precedente. Diventava non una strada dritta e convincente che portava alla scoperta, finalmente, della verità, ma assomigliava un po’ a una ruota che arrivava allo stesso punto delle precedenti: la delusione.

A questo punto, cominciavo a intravedere dove portasse la filosofia, con la sua sfida alla mia fede infantile. Vedevo ciò che non avevo mai capito prima: la debolezza delle filosofie inventate e diffuse nel mondo fino a quel momento, e la forza della fede che i miei genitori mi avevano trasmessa, i quali certamente non erano né grandi intelligenze né riconosciuti come grandi fonti della risposta corretta alla domanda: “Che cos’è verità?”.

Capivo, finalmente, che esisteva una risposta alla domanda: “Che cos’è la verità, cioè, la vera verità?” L’hai scoperta anche tu?
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martedì 22 maggio 2012

Bugia per verità


Gli inglesi dicono le bugie!

La metà dei genitori inglesi ammette, secondo un'indagine, di dire almeno una bugia al giorno ai figli. Chissà se gli italiani ne dicono di più - o di meno - ai loro figli?

Francamente, la cosa è preoccupante. Non perché gli inglesi dicono bugie, ma perché la verità è importante.

Il mondo non può esistere senza la verità.  Neanche tu puoi esistere senza la verità.

Perfino i bugiardi vorrebbero che gli altri dicessero loro la verità!  Altrimenti, la società umana si blocca. Se non si può credere a nessuno, bisogna essere tanto intelligenti da poter indovinare quale verità gli altri ci nascondono quando ci mentono. Un’impresa pazzesca!

Purtroppo, tantissima gente è già cascata in questa trappola. Crede che le bugie siano vere!

Chi vuol farsi una fama da filosofo dice con tono accomodante: "Nessuno possiede la verità". Chi si crede scienziato afferma: "La verità assoluta non esiste". E così si mette in pace.

Poi, i guru spirituali sfornano le loro pazzie: "Ognuno ha diritto alla sua verità". Ma come si può ragionare con uno che ti dice: "Quella è solo la tua verità, non la mia! Io non accetto la tua verità".

Dillo all'oncologo che ti conferma che hai il cancro al cervello e che ti devi operare immediatamente.  Prova a dire al vigile, quando ti fa la contravvenzione perché sei passato col rosso: "Quella è solo la sua verità".

Se non riesci a imbrogliare il vigile, credi che riuscirai a imbrogliare Dio? Ma chi credi di essere?

Potrai, forse, convincerlo dicendo: "Per me, quello non era veramente un omicidio (o non era adulterio, non era un furto, non era un tradimento del mio migliore amico). Quella è solo la tua verità, Dio. La mia è diversa".

Non capisco perché la gente che si crede intelligente se la goda tanto, quando dice che, per lei, riguardo alla religione, all'esistenza di Dio, o alla colpa del peccato, la verità non esiste.  “Esistono soltanto opinioni e la mia opinione vale quanto la tua.”

Io non lo accetto. Non voglio vivere la mia vita come un ignorante felice, per paura che la verità vera, se la potessi sapere, non mi piacerebbe.

Gesù disse, rivolgendosi al Padre, "La tua Parola è verità".  Quindi, se leggo la Bibbia scopro la verità.

"Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi" disse Gesù.  I suoi nemici gli dissero che erano già liberi: non erano mai stati schiavi di nessuno! Probabilmente lo pensi anche tu. Gesù li smontò, dicendo che ognuno è schiavo di qualcosa di molto preciso: il peccato, che include, ovviamente, i propri difetti, sbagli, bugie piccole o grosse, ingiustizie e così avanti senza fine.

Proprio quando dici di non essere schiavo di nessuno e di niente, lo sei più profondamente, perché riesci a ingannarti, credendo di essere libero.

Tu, di cosa sei schiavo?  Stai cercando come liberarti?

Io, la libertà l'ho trovata quando ho scoperto la vera verità, propria quella. E tu?

Mandami i tuoi commenti, opinioni o domande, postandoli qui sotto.
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